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Buone notizie per i dipendenti pubblici: ecco il Piano Governo per le Liquidazioni.

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Il governo italiano sta adottando misure per ridurre i tempi di pagamento delle liquidazioni ai dipendenti pubblici, un problema che ha afflitto numerosi lavoratori del settore.

Questa questione è diventata un argomento di confronto politico, e il governo sta cercando una soluzione concreta da inserire nella prossima manovra di bilancio. L’obiettivo è garantire che i lavoratori statali ricevano le somme dovute in maniera tempestiva e senza ulteriori ritardi.

 

Tuttavia, garantire un pagamento immediato delle liquidazioni per tutti i dipendenti statali rappresenta una sfida economica considerevole per il governo. Secondo le stime dell’INPS, tale operazione avrebbe un costo di 14 miliardi di euro, una cifra difficile da sostenere soprattutto in un contesto in cui i vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea stanno tornando a farsi sentire.

Per trovare una soluzione concreta, il governo sta considerando un sistema bancario di anticipazione delle liquidazioni, ispirato al meccanismo attualmente in vigore grazie a un accordo con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI).

L’idea è di rendere questo anticipo gratuito per i lavoratori statali, ma come fare?

Ci sono diverse ipotesi allo studio. Una possibilità sarebbe di assicurare una maggiorazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS) ai dipendenti legata al ritardato pagamento.

Ad esempio, se un lavoratore ha maturato 50.000 euro di liquidazione, potrebbe ricevere una maggiorazione del 4%, portando la liquidazione totale a 52.000 euro. La banca erogherebbe immediatamente al dipendente i 50.000 euro e successivamente riceverebbe dall’INPS, una volta scaduti i termini di pagamento del TFS, i 52.000 euro.

Un’altra possibilità sarebbe quella di consentire ai lavoratori di detrarre dal proprio reddito il 100% degli interessi pagati alle banche per l’anticipo delle liquidazioni.

È importante notare che la Corte Costituzionale aveva giudicato l’anticipo bancario del TFS come non risolutivo, ma per il governo potrebbe rappresentare una soluzione temporanea in attesa di tempi migliori e di un approccio strutturale.

Tuttavia, alcuni sindacati, come Confsal-Unsa, hanno già annunciato l’intenzione di presentare un ricorso alla Corte di Giustizia Europea, a meno che il governo non trovi una soluzione che consenta un pagamento immediato delle liquidazioni a tutti i dipendenti pubblici.

Resta da capire se la proposta di anticipo bancario sarà limitata ai redditi più bassi o se si applicherà a tutti i dipendenti statali. Attualmente, esiste già un limite all’anticipo bancario delle liquidazioni, stabilito in 45.000 euro, secondo l’accordo con le banche.

Il prossimo incontro tra i membri del governo sarà fondamentale per definire le linee guida di questa misura, cercando di coniugare l’esigenza di una soluzione rapida con la sostenibilità economica e finanziaria del Paese.

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